Selenio: La linea sottile tra essenziale e dannoso

24.06.2020 14:59

 

Quando nel 1817 il chimico svedese Jöns Jacob Berzelius scoprì il selenio, molto probabilmente non era neanche a conoscenza di quanto fosse importante questo elemento per la nostra salute. In fin dei conti ci si imbatté per puro caso, mentre cercava di identificare la causa di una serie di malattie che avevano colpito alcuni operai che lavoravano in una fabbrica di acido solforico. Dopo questa scoperta iniziale, ci volle più di un secolo, precisamente nel 1957, prima che Schwartz e Folz scoprirono l'effetto protettivo del selenio sul corpo. Da allora, il selenio fa parte degli elementi più popolari come lo zinco, il ferro, lo iodio e altri minerali essenziali.

 

L’importanza del giusto dosaggio

 

Proprio come gli altri oligoelementi, il nostro corpo non produce il selenio. Il fabbisogno giornaliero di questo minerale, essendo sotto i 100 microgrammi al giorno, può quindi essere facilmente soddisfatto attraverso l’alimentazione. Perciò ci si potrebbe chiedere: ma se abbiamo bisogno di una quantità così ridotta, per quale motivo il selenio è così importante? Il Selenio è un elemento componente di molti enzimi, che svolgono un ruolo indispensabile per la riproduzione, la produzione degli ormoni tiroidei, la sintesi del DNA, la protezione dai danni ossidativi e il sistema immunitario. Quindi sì, il selenio è fondamentale, e non possiamo farne a meno.

Essendo coinvolto in vari processi biologici, una carenza cronica può causare gravi problemi di salute e generalmente porta alla degenerazione di diversi organi. Una carenza di selenio è associata all'infertilità maschile e femminile, alla debolezza muscolare, alla nebbia mentale e all'aumento della suscettibilità alle infezioni, solo per citarne alcuni. Si stima che tra mezzo milione e un milione di persone in tutto il mondo soffrano di questa carenza [1].

Tuttavia, allo stesso modo livelli elevati di selenio non sono consigliabili. Assumere cronicamente un’elevata quantità di selenio può effettivamente essere molto dannosa. I primi indicatori di un consumo eccessivo sono l'alito cattivo che ricorda aglio e un sapore metallico in bocca. Altri sintomi più comuni sono la perdita di capelli e unghie, nausea, diarrea, stanchezza e irritabilità. Di conseguenza, è fondamentale cercare di rispettare il dosaggio giornaliero consigliato - non troppo poco e non troppo.

 

Stretto legame tra il selenio e il suolo

 

 

 

Noci del Brasile, frutti di mare e alcune carni sono le fonti alimentari più ricche di selenio, seguite da muscoli, cereali e latticini. Tuttavia, la quantità di micronutrienti in questi alimenti può variare in quanto dipende fortemente dalla concentrazione di selenio e la condizione generale del terreno.

In Europa, l'assunzione di selenio è generalmente considerata bassa e i terreni poveri di selenio si trovano principalmente in Germania, Danimarca, Scozia e Finlandia. Le persone che consumano alimenti coltivati da terreni carenti di selenio possono quindi essere a rischio di carenza. In diversi paesi europei, il consumo stimato di selenio varia da 30 μg a 50 μg al giorno [3] – che, in media, è solo la metà di quanto raccomandato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), quindi non è sufficiente.

 

Integratori di selenio: attenzione al dosaggio

 

Un'assunzione integrativa può offrire una soluzione semplice e può beneficiare le persone che hanno un basso contenuto di selenio - se fatta con attenzione e cautela. Un’assunzione incontrollata di pillole di selenio può causare rapidamente l'avvelenamento, poiché la dose tossica parte già da 400 μg al giorno. Pertanto, l'intervallo tra la quantità giornaliera richiesta di selenio e la dose tossica è molto ristretto.

Considerando che la maggior parte degli integratori di selenio contiene in media 200 μg, la situazione (come la nostra salute) può peggiorare rapidamente. Studi sul cancro alla prostata, per esempio, hanno dimostrato che l'integrazione di 200 μg di selenio al giorno aumenta il rischio di cancro di alto grado alla prostata del 62% negli uomini con un elevato livello di selenio nel sangue [5]. Le persone con livelli adeguati di selenio dovrebbero quindi pensarci due volte prima di assumere questo integratore.

 

Naturale e sicuro: Selenio da semi di senape

 

Poiché non solo la qualità ma anche la sicurezza del nostro prodotto è una delle nostre principali preoccupazioni, abbiamo deciso di offrire capsule di selenio con 100 μg di selenio. A differenza di altri integratori di selenio, il nostro prodotto non è sovradosato e quindi sicuro da assumere regolarmente.

Ciò che rende il nostro prodotto ancora più speciale è la materia prima che utilizziamo: i semi di senape. I semi di senape sono un'eccellente fonte naturale di selenio organico, che è caratterizzato da una maggiore biodisponibilità rispetto alle forme inorganiche, che significa che può essere assorbito e utilizzato in modo più efficiente dal nostro corpo. Inoltre, a differenza dei prodotti di altri produttori, non utilizziamo additivi non necessari e potenzialmente dannosi come lo stearato di magnesio o la cellulosa microcristallina.

Quando si decide di assumere un integratore di selenio, si consiglia di farlo con cautela. Sulla base dei dati scientifici e delle statistiche più recenti, le persone che vivono in zone con terreni poveri di selenio trarrebbero certamente beneficio dall'integrazione, anche se seguono una dieta equilibrata. Naturalmente, per eliminare eventuali incertezze è consigliato di far controllare i propri livelli di selenio da un medico.

 

Fonti

 

[1] Shreenath et al., Selenium Deficiency. StatPearls Publishing (2020)

[2] Stoffaneller & Morse, A review of dietary selenium intake and selenium status in Europe and the Middle East. Nutrients (2015)

[3] Kieliszek & Błażejak, Current knowledge on the importance of selenium in food for living organisms: a review. Molecules (2016)

[4] Kieliszek & Błażejak, Selenium: significance, and outlook for supplementation. Nutrition (2013)

[5] Kristal et al., Baseline selenium status and effects of selenium and vitamin E supplementation on prostate cancer risk. J Natl Cancer Inst. (2014)

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